Stai leggendo - All'ombra del monolite - il blog di Francesco Russo

In missione contro le distrazioni per proteggere aziende e persone dagli effetti negativi dell'economia dell'attenzione

Energizzarsi sul posto di lavoro

Francesco Russo, consulenze per gestire gli effetti negativi dell'economia dell'attenzione, workhaolism, burnout, information overload, nomofobia, multitasking, stress e infodemia, attraverso la metacognizione per il benessere digitale

Pagina pubblicata in data 21 novembre 2023
Aggiornata il 28 novembre 2023
Tempo di lettura: il tempo necessario a capire le cose

Microsoft ha realizzato un documento intitolato Work Trend Index che contiene un’indagine condotta su migliaia dei propri collaboratori che ha fatto emergere dei dati molto interessanti.

L’indagine ha messo in evidenza come ben il 53% delle persone intervistate ritiene che "vale la pena" di mettere in primo piano la propria salute, il proprio benessere, mettendo il lavoro in secondo piano.

Qualcosa sta cambiando. Se è vero che il "quiet quitting" non si è rivelato quel fenomeno che doveva rivoluzionare il mondo del lavoro, è stato sicuramente un segnale forte di un cambiamento in corso.

Il mondo sta assistendo a un esaurimento delle energie capaci a spingere le persone a continuare a lavorare con "brio" e creatività, e soprattutto sta assistendo a una "crisi globale" della salute mentale.

Secondo Gallup, sette persone su dieci a livello globale dichiarano di essere in difficoltà e/o di soffrire una sorta di esaurimento delle proprie "energie".

Il report Work Trend Index fa emergere come le persone vogliono continuare a lavorare, ma non a spese della propria salute e della propria felicità.

Il Surgeon General degli Stati Uniti ha recentemente pubblicato un nuovo quadro di riferimento per la salute mentale e il benessere sul posto di lavoro , i cui risultati confermano che ciò che serve per creare un ambiente di lavoro sano è più “olistico” di quanto non si mai stato fatto in passato.

In qualità di consulente esperto in economia dell’attenzione, aiuto le aziende a ridurre tutti gli effetti negativi che proprio l’economia dell’attenzione ha prodotto e sta producendo nella nostra società.

Fra gli elementi su cui intervengo c’è il fatto, non sempre facile da far comprendere a chi è al vertice dell’azienda, che il lavoro non deve esaurire le energie cognitive e fisiche di una persona (anzi tutto il contrario), e che questo non implica che il volume di lavoro si debba ridurre. O meglio, che la qualità del prodotto debba ridursi.

Il vero punto focale è che ciò che toglie energie alle persone è la mancanza del percepire un significato nel proprio lavoro, e più in generale, nella propria vita (leggi l’articolo "Yugen, percepire il significato della vita").

Se in azienda le persone lavorano, svolgono il loro compito, ma sembrano vivere in una sorta di "nebbia" perenne, è probabile che serva un intervento. Un intervento che approcci il problema su più fronti. Quando inizio le mie attività (al plurale non a caso) nelle aziende mie clienti analizzo l'organizzazione del lavoro, le relazioni fra le persone, lo stile di vita delle persone, propongo attività di formazione, attività pratiche (inclusa l'attività motoria). Insomma, metto in campo una molteplicità di strumenti.

L’aumento del turnover dei dipendenti, il cambiamento delle aspettative di chi lavora sulla flessibilità e le richieste di maggior tempo.

Le persone vogliono sapere di essere su un percorso che offre loro l’opportunità di "crescere". Vogliono parlare della loro carriera, ma non sempre si sentono a proprio agio a farlo. È importante, quindi, far sentire loro che le si vuole ascoltare. Queste conversazioni dovrebbero anche includere un feedback attento sulle aree da migliorare, in modo che le persone siano pronte a cogliere le opportunità che si presentano per migliorare il proprio ambiente di lavoro e di coneseguenza offrire un'occasione di miglioramento all'azienda.

È importante prestare attenzione a quelle persone di particolarmente talento che si "annoiano", per aiutarle a trovare un ruolo più stimolante in azienda, così da ridurre le possibilità che valutino un cambiamento.

Il lavoro a distanza ha ridotto la possibilità di interagire con i colleghi e le colleghe di lavoro, aumentando la sensazione di isolamento e di monotonia, due esperienze che riducono le nostre energie.

Quando le persone si sentono legate ai propri colleghi e alle proprie colleghe, si acquisisce energia e il lavoro diventa più stimolante. I membri del "team" parlano liberamente delle proprie difficoltà familiari, delle proprie esigenze di salute e così via. In questo modo le persone sapranno che possono chiedere aiuto quando gli è necessario. L’idea è quella che l’azienda diventi un luogo dove andare per "rigenerare" le proprie energie fisiche e cognitive.

Uno dei più grandi esempi che un responsabile, un amministratore d’azienda, può dare è mostrare come dà priorità al proprio benessere personale. Riconoscere la propria umanità offre agli altri di sentirsi “sicuri” di ammettere che sono in difficoltà.

Uno dei dati più interessanti del report di Microsoft è stata la discrepanza tra il grado di produttività dei dipendenti e il grado di difficoltà dei manager nel ritenere che le persone siano effettivamente produttive.

L’85% dei dirigenti afferma che il passaggio al lavoro ibrido ha reso difficile avere fiducia nel fatto che i dipendenti siano produttivi, con una conseguente "paranoia da produttività". Ma i dati non offrono alcun supporto a questa perdita di fiducia: L'87% dei dipendenti dichiara di essere molto produttivo, come dimostra il colossale aumento delle riunioni (153%), il volume del multitasking e l'espansione delle ore di lavoro in generale.

Poiché le persone sentono la pressione di dover dimostrare di essere produttive, il risultato è spesso il "teatro della produttività": una forma particolarmente tossica di esaurimento dell'energia in cui le persone sprecano tempo prezioso creando un'apparenza di produttività, ma che in realtà di produttivo a ben poco.

Piuttosto che preoccuparsi del fatto che le persone lavorino abbastanza o meno, se si dedica del tempo ad aiutare le persone a concentrarsi su ciò che è più importante può fare la differenza.

L'81% dei dipendenti afferma che potrebbe trarre vantaggio da un maggiore aiuto nel definire le priorità del proprio carico di lavoro, ma solo il 31% dichiara di aver ricevuto indicazioni utili dai propri "superiori" in tal senso.

Eliminare le attività senza valore e collegare il lavoro di ogni persona alle priorità dell'azienda è la chiave per garantire il giusto carico di lavoro e la produttività. Creare energia positiva, motivare le persone, è molto più facile quando queste sono impegnate in un lavoro mirato. Soprattutto se è un lavoro che fornisce un significato.
Piuttosto che in attività banali che cercano di giustificare le ore svolte, e per mia esperienza, questo capita più spesso di quanto non si pensi.

E se ne vuoi parlare a tu per tu, ne sarei davvero felice.

Dott. Francesco Russo

BREVE PROFILO DI FRANCESCO RUSSO
Francesco Russo, consulente di marketing e consulente esperto in economia dell'attenzione e distrazione. Ha iniziato ad occuparsi di comunicazione nel 1999. Quell'anno si appassiona al mondo del web e della comunicazione preparando una tesina per l'esame di maturità.

Il 1° febbraio 2010 fonda BrioWeb, agenzia di marketing e comunicazione operante in tutta Italia e all'estero con base a Venezia.

In occasione del decennale di BrioWeb fonda la rivista di marketing "Eclettica Magazine" (100% gratuita) e da vita ad una collana di e-book di marketing anch'essa completamente gratuita.

Nel corso della sua lunga carriera è sempre stato ispirato dal concetto del "tutto è connesso", sviluppando un approccio al marketing "olistico", che lo ha portato a divenire autore di articoli, libri, relatore ufficiale di SMAU, dell'Hospitality Day, e di molte altre manifestazioni di livello nazionale ed internazionale.

Nel 2006, dopo un ciclo di incontri dedicato al cyberbullismo che lo ha portato a visitare una serie di scuole medie superiori venete, ha iniziato ad interessarsi al fenomeno dell'economia dell'attenzione e di conseguenza dell'economia della distrazione.

Oggi è considerato un esperto di stress, ansia, esaurimento cognitivo, insonnia, workhaolism, burnout, information overload, infodemia, nomofobia, multitasking, fake news, sharenting, smombies e phubbing, che lo portano ad erogare consulenze e corsi nelle aziende di tutta Italia.

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